Marina Castellitto

Missionaria Focolarina

Nata nella parrocchia di Pegazzano a La Spezia il 12-02-1960;

Nel Movimento dei Focolari dal 1982;

Partita nel gennaio 1988 per la missione di FONTEM (Camerun);

Nel gennaio 1990 è a NAIROBI (Kenya).

Il Movimento dei Focolari è presente in Africa da quasi 30 anni, in Kenia dagli anni 80. Risiede nel “Centro” per tutto l’est dell’Africa, vale a dire dall’Etiopia al Mozambico. E’ impegnata anche con viaggi in Nazioni lontane per portare avanti i membri del movimento, ormai presenti in molti luoghi.
Ostetrica e specializzata nell’insegnamento dei metodi naturali per  il controllo della fertilità, è dedita nel campo della pastorale familiare. La finalità generale del programma in cui svolge la sua attività lavorativa è quella di favorire, attraverso un’adeguata preparazione  del personale sanitario, un miglioramento della salute della comunità Keniota in linea con il Ministero della salute, offrendo un servizio integrativo a favore della coppia nell’ottica cristiana della vita della famiglia.
Il Kenia, molto famoso in Europa per le sue bellezze naturali, i suoi safari che attraggono tanti turisti, è un Paese, come tutti i Paesi africani, dove esiste il problema della fame, della siccità, dell’alfabetizzazione, ecc. La stessa Nairobi, con il suo centro ricco di grandi palazzi, è circondata da una “corona di spine”: gli slums, dove vivono ammassati la maggior parte dei suoi quasi 2 milioni d’abitanti, con tutti i problemi che ne derivano: povertà all’estremo, malavita, AIDS, bambini della strada, prostituzione, ecc.;

Dall’Aprile del 1999 opera nella missione di DAR – ES- SALAAM (Tanzania), dove segue la formazione dei giovani, della famiglia e dei  religiosi locali.

Gli abitanti del  Tanzania sono cristiani di varie denominazioni (cattolici, luterani, anglicani), mussulmani, animisti ma tutti convivono nel rispetto reciproco in dialogo ecumenico e interreligioso, che porta i suoi frutti.
Nonostante  il clima di pace esistente, la povertà è grande, la maggioranza delle persone sono contadini e vive delle coltivazioni di granoturco, fagioli e riso che costituiscono gli alimenti base della popolazione.
Le scuole sono state poco sviluppate, i bambini riescono, più o meno, a concludere le scuole elementari. Ci sono delle tribù quasi completamente analfabete, come i Masai  che vivono nelle zone della savana dediti alla pastorizia.
Con alcuni Masai (giovani e adulti) è stato iniziato un corso d’alfabetizzazione che hanno accolto con gran gioia.
L’apostolato abbraccia tutte le categorie e le vocazioni: il movimento lavora con le famiglie, i giovani, i piccoli, le religiose e i religiosi, i sacerdoti, cercando di dare il loro specifico contributo della spiritualità, dell’unità.
Il Movimento è anche presente nella Diocesi di Kigoma nei vari campi che ospitano rifugiati burundesi, vittime della guerra e dell’odio tribale.
Fra le altre attività sono due programmi radio settimanali: uno alla radio Tumaini a Der – es – Salaam e l’altro a Radio Maria nella diocesi di Sangea. Attraverso la radio, molto ascoltata in Tanzania, raggiungono un grandissimo numero di persone con il programma “Parola di Vita”, un commento di Chiara Lubich ad una frase del Vangelo presa dalla liturgia di quel momento.
La “Parola di Vita” viene tradotta in lingua Kiswahili dalle focolarine,  stampata in 2.500 copie e distribuita in tutta la Nazione.
Con i giovani portano avanti azioni speciali per aiutare  i più poveri: a Der – es – Salaam in un carcere minorile, ad Iringa (nel sud del Paese) con gli ammalati negli ospedali e con gli orfani;

Nel 2004 danno vita ad una piccola azienda, dove lavorano persone disoccupate tra le quali anche handicappati. Si fanno lavori artigianali, cercando di valorizzare l’artigianato locale. Si producono: cestini, candele di cera naturale, lavori di cucito, lavorazione dell’ebano. Il ricavato della vendita di questi lavori permette di portare avanti le famiglie dei lavoratori.

Dal gennaio 2005, ad Iringa, nel sud della Tanzania,   il Movimento cura il proprio ” Centro Sociale/doposcuola e assistenza sanitaria per bambini in necessità”. Sono piccoli estremamente bisognosi di cure, figli di genitori morti o ammalati d’AIDS, e pure alcuni di loro ammalati.